Discorso del Presidente Nazionale ASD - Salvatore Proto
NATI PER UNIRE
Sono lieto dell’accorata partecipazione di tutti i presenti che, con la loro forza d’animo ed il loro entusiasmo, ci hanno dato la motivazione giusta per iniziare e proseguire questo grande tortuoso ma nello stesso tempo importante cammino.
Ringrazio le personalità politiche oggi presenti in sala, e tutti coloro che hanno permesso che questo incontro si svolgesse in una sede così prestigiosa.
Alleanza Socialdemocratica ……….nati per unire.
Mai come in questo determinato momento storico la socialdemocrazia ha bisogno di un’identità vera e concreta, ha bisogno di una famiglia non dispersa e litigiosa, ha bisogno di tutto, tranne che di un’associazione di reduci.
Nati con questo spirito e consapevoli di una tradizione storica, con l’intento di dare al nostro paese una politica moderata, unità, collaborazione, riforme e stabilità.
Il nostro paese oggi più che mai soffre di una grave crisi d’identità. A questa crisi degenerativa si sono aggiunti i poli, creando un divario e uno squilibrio sempre maggiore. Il bipolarismo attuale ha generato leaders, dimenticando il confronto democratico e moderato, fallendo il compito che l’elettorato gli aveva assegnato, producendo confusione e non coesione, blocco di governo e non efficienza dello stesso, alternanza e non alternativa, mostrando solo estremismi e radicalismi da entrambi i lati.
La gente oggi è sempre più lontana dalla Politica.
E quello che più amareggia, è il totale allontanamento dei giovani dalla stessa.
I fatti degli ultimi giorni relativi alla crisi di governo hanno delineato il quadro esatto di come la legge elettorale tanto decantata e voluta dal precedente governo, abbia mostrato tutte le sue deficienze; facendo in modo, in primis, che il popolo italiano rimanesse uno spettatore non partecipativo fino all’azzeramento della volontà politica di espressione popolare.
Il confronto che per anni le forze laiche, cattoliche, socialiste, repubblicane e liberali hanno cercato riformando, così come lo hanno fatto, e proprio in riferimento a quello che prima ci diceva il nostro esimio professor Stenta, laddove queste forze insieme riuscivano a governare e a legiferare, oggi questo sistema bipolare monco non ha permesso di realizzare. Di solito i gusti, di qualsiasi genere, vanno educati; nella fattispecie l’imposizione che si è data a tutti gli italiani è stata da regime democratico nel votare questo o quel simbolo. Ecco perché Alleanza Social-Democratica con oggi intende riunire di nuovo tutte queste forze politiche moderate affinché nella loro tradizione storico-politica possano ricostruire una posizione moderna riformista, senza avere legami di potere e senza mai ancorarsi a nulla di definitivo o di compiuto.
Credo e crediamo noi tutti ad un movimento politico che si ponga al di fuori dell’attuale bipolarismo dominante e squilibrato al suo stesso interno con la possibilità di convivere con un bipolarismo dove gli estremismi siano mantenuti distanti. Crediamo ad un programma teso al rispetto dei principi democratici interni fatti con trasparenza e confronto, dando una forte rappresentanza alla vita politica ed ai suoi sviluppi, partendo dal territorio fino alla centralità di governo, ridando un punto di equilibrio a tutte le forze moderate e partecipate ad un disegno comune. Questa la nostra proposta, queste le nostre idee, le stesse che ci hanno permesso di formalizzare insieme agli amici presenti oggi in sala, al prof. Urbano Stenta, i punti del nostro programma miranti ad un paese proiettato alla modernizzazione di idee e principi, con l’ambizione di riportare l’Italia sempre di più verso l’Europa con lo spirito che ricorda la vera tradizione socialdemocratica. Questa nuova identità europea ed europeista, intende affrontare le sfide del futuro con le capacità e le iniziative che vengono fuori dal contributo che il popolo italiano vorrà attribuirle, rimanendo attenti alle esigenze dei più deboli dando a loro la libertà, tenendo presente che la vera libertà oggi non potrà mai esistere senza sicurezza economica e indipendenza. Siamo altresì convinti che non abbiamo nessun diritto di costruire il futuro dei nostri giovani solo con la nostra mente, ma abbiamo il dovere di costruirla sulla base delle richieste e delle esigenze che essi manifestano, evitando di farci prendere dalla voglia di potere, che molto spesso ha costruito ciò che non è stato richiesto. Siamo altresì attenti ai problemi della famiglia, crediamo nei valori della stessa, rispettando anche l’attuale legge sui Dico, consapevoli che in questo particolare momento politico la stessa non era una priorità e che di sicuro debba essere migliorata con una più attenta riflessione.
Oggi più che mai sentiamo forte il bisogno di una collocazione europea proiettata nella nostra realtà italiana che attualmente sembra essere alle ultime posizioni di un treno che ogni giorno diventa sempre più lungo. Probabilmente il vagone ultimo del treno non ha saputo creare il modello socialdemocratico che tanto si è decantato nel passato e che ancora oggi rimane tema di discussione del futuro partito democratico.
Ci piace pensare che la strada che stiamo seguendo ci conduca ad unire anche il movimento politico del cattolicesimo democratico con gli ideali del liberalismo.
Questo unicum di culture racchiude la nostra tradizione, con le sue regole, con le sue libertà, incontrando il valore della solidarietà verso i più deboli e il dovere di valorizzare i talenti più capaci e non premiare più le dirigenzialità.
E’ sotto gli occhi di tutti che ormai non riusciamo ad affrontare le sfide del mercato globale, e a costruire un maggiore sviluppo per le imprese medio-piccole.
Noi Crediamo invece che il mercato globale si debba fronteggiare anche con imprese medio-piccole, ben legate tra di loro che esprimano una grande forza distribuita sul territorio.
La nostra maggiore attenzione è verso i giovani e gli anziani che da molto tempo sono stati trascurati.
Crediamo nei centri di dibattito e confronto territoriali, dove la politica si obbliga ad occuparsi delle loro rivendicazioni, incentivando le relazioni e la discussione nell’interesse collettivo.
In un paese competitivo non occorrono faziosità e corporazioni, occorre accorciare le distanze tra i giovani e la politica, facendo in modo che i problemi quali scuola, lavoro, formazione, volontariato, sport, tempo libero e quant’altro, non siano risolti dalla politica ma la stessa diventi strumento attuativo delle loro aspirazioni, tramite proposte e progetti elaborati dagli stessi, che diano la possibilità di applicazione.
Le regole dovranno essere più forti e i doveri più largamente partecipati ai diritti democratici e sociali, rivendicando tutti gli anni di buio perpetrati dall’attuale bipolarismo.
Siamo stanchi di un timoniere senza rotta e di una ciurma coalizzata senza remore. Non ci appartiene la cultura dell’oligarchia di partito che sottrae autonomia al territorio, negandogli responsabilità e libertà come pure non fanno parte di noi le forze politiche disomogenee che invano tentano di creare e di formalizzare nuove realtà politiche come il partito democratico.
Se siffatte maggioranze variabili hanno creato scompiglio e dissenso, quale certezza vi può essere nel creare il partito democratico?
Come pure va considerato, e ne prendiamo atto, guardandolo con simpatia, lo sforzo che hanno tentato gli amici socialisti al convegno di Bertinoro.
Non vogliamo entrare nella diaspora socialista, ed agli stessi diciamo che il partito nuovo è già nato, esteso ad una più ampia pluralità, ad una nuova dimensione politica, consapevoli che da soli non si và lontano. Prendiamo atto tuttavia di questo ennesimo tentativo di ricostruire una strada ambiziosa e impegnativa ma altresì crediamo sia giunto il momento di andare oltre parlando a tutte le forze che non si riconoscono nel partito democratico;
Ecco perché nati per unire, ecco perché nasce Alleanza SocialDemocratica: dalla volontà di chi non si ritrova nel bipolarismo estremo, e dalla voglia di andare oltre le diaspore politiche e le frantumazioni del passato…dalla volontà di andare oltre….con l’obiettivo di unire tutti i riformatori…ben venga che i socialisti si riuniscano e discutano, ma i tempi sono cambiati e bisogna prendere atto che non c’è più spazio per rimpiangere il passato; bisogna guardare avanti, creare il nuovo …ecco perché Alleanza Socialdemocratica è nata per unire.
Salvatore Proto